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La versione di Orlando «Palermo peggio dei congressi del Pdl. Primarie truccate, la Digos ha le prove»

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di Tommaso Labate (dal Riformista del 7 marzo 2012)

«Se c’è la mafia dietro? Faccia lei. A me basta che ci sia Lombardo, che è stato indagato per mafia». Leoluca Orlando nega la sua candidatura a sindaco. Ma, in questa intervista al Riformista, chiede «l’annullamento delle primarie di Palermo». Sono «inquinate», dice. E, aggiunge, «Digos e carabinieri hanno le prove».

Scusi, Orlando, ma perché lei ha cominciato a parlare di «primarie inquinate» anche prima della proclamazione del risultato?
Ma le pare normale che a Palermo, dove alle primarie precedenti avevano votato in ventimila, si siano presentati ai seggi in trentamila?

Un po’ debole come tesi. Non trova?
Ho le prove di quello che dico. Ci sono almeno trenta denunce di brogli che si sono verificati in diversi seggi. Da Piazza Indipendenza allo Zen passando per Borgo Nuovo. Parlo di esponenti di centrodestra e vicini al governatore Lombardo sorpresi con certificati elettorali non loro. O, in alcuni casi, con pacchi di fotocopie di altrettanti certificati elettorali. Aggiunga a questo il servizio di Striscia la notizia sui presunti voti di scambio che dovevano favorire Davide Faraone. E le dirò di più: un signore è stato aggredito di fronte ad alcuni elettori da un esponente vicino al centrodestra perché aveva provato a ribellarsi ai brogli.

Fabrizio Ferrandelli

Sta parlando di esponenti di centrodestra, o comunque vicini a Lombardo, che hanno imbrogliato per favorire la corsa di Ferrandelli?
Sì.

I loro nomi?
Stanno nei verbali della Digos e dei carabinieri. Perché nelle denunce fatte alle forze dell’ordine ci sono le prove di quello che dico.

Perché il centrodestra o Lombardo avrebbero favorito la corsa di Ferrandelli?
Per impedire al centrosinistra di tornare al governo della città. Per far sì che Palermo rimanga nelle loro mani. Cascio, il possibile candidato del Pdl, ha già detto che almeno diecimila elettori del centrodestra hanno partecipato alle primarie. E lo stesso Lombardo ha dichiarato pubblicamente di aspettarsi che Ferrandelli sostenga la corsa del suo candidato al ballottaggio.

Raffaele Lombardo

Messo così sembra il remake dei brogli ai congressi del Pdl. Sta quindi dicendo che il centrosinistra…
Sto dicendo che abbiamo fatto peggio dei berlusconiani, sì. Anche perché in quel caso, già gravissimo, si fregavano i militanti. Qui è peggio. Sono stati ingannati tutti i cittadini palermitani.

Un bis delle primarie (poi annullate) del Pd a Napoli?
Peggio ancora. A Palermo, ripeto, non ci sono state solo pressioni. Ma anche minacce vere e proprie.

La magistratura potrebbe aprire un’indagine sul voto di scambio?
Trattandosi di una competizione «privata» il voto di scambio è difficile da configurare. In ogni caso è una truffa. Sia dal punto di vista legale che da quello politico.

Ferrandelli è stato proclamato vincitore. E la Borsellino ha ammesso la sconfitta.
Adesso infatti deve esprimersi il comitato dei garanti. Queste primarie sono da annullare. E comunque in nessun caso l’Italia dei valori sosterrà Ferrandelli.

E chi sosterrete?
Rita Borsellino. Il candidato dell’Italia dei valori sarà lei.

Rita Borsellino

E se Borsellino non fosse disponibile? Dica la verità, Orlando, sta pensando di candidarsi lei?
No, io non mi candido.

E se il suo partito glielo chiedesse?
Non mi candido. Se vuole glielo ripeto in tutte le lingue. Aramaico compreso.

Come andrà a finire questa storia?
Il centrosinistra deve capire che la competizione di domenica va cancellata. E, subito dopo, puntare tutto su un candidato che accontenti tutti. Il nome c’è già. Borsellino.

Che, però, potrebbe non volerne a che sapere.
Se così fosse, ma io non lo so, il centrosinistra unito dovrebbe convergere su un altro nome.

Vendola è d’accordo con voi?
Sì, credo che Sel la pensi come l’Italia dei valori.

Bersani ha dichiarato che sosterrà il vincitore. E cioè Ferrandelli.
Qui non si tratta di Bersani o non Bersani. Qui si tratta di non regalare la città a Lombardo o al centrodestra, di non cedere al ricatto di primarie truccate. Siamo di fronte a un nuovo «sacco di Palermo», mi creda.

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Lo spettro del bis di Napoli. Palermo apre l’ultima conta nel Pd.

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di Tommaso Labate (dal Riformista del 6 marzo 2012)

«Leoluca Orlando vuole candidarsi a sindaco. Là finisce male». Il peggiore degli incubi di Pier Luigi Bersani prende forma alle 8 di sera, prima che a Palermo finiscano di controllare i verbali del voto che ha premiato Fabrizio Ferrandelli.

Per il leader del Pd è il giorno più duro da quando è alla guida del partito. Il giorno in cui la resa dei conti sul futuro della «ditta» – si va col centrosinistra alle elezioni del 2013 oppure si punta sul replay del governo Monti? – entra ufficialmente nel vivo.
Quando guadagna l’ingresso del centro congressi di Piazza Montecitorio per partecipare insieme a Pierferdinando Casini alla presentazione di un libro su Angelo Vassallo, Bersani prova un estremo tentativo di mediazione. «Le primarie vanno fatte», certo. «Ma si devono fare meglio». Segue citazione presa in prestito dal mastodontico bouquet di Mao, «le primarie non sono un pranzo di gala». Fino alla stoccata con cui prova a rispondere a chi – dai veltroniani ai lettiani – aveva chiesto sin dalla mattinata l’archiviazione definitiva dell’alleanza con Italia dei Valori e Sinistra e libertà. «Non so cosa c’entri la foto di Vasto con Palermo», mette a verbale «Pier Luigi».

Tutto inutile. Neanche un’ora dopo, in un’intervista rilasciata al Tg3, il vicesegretario riapre la contesa. «Dopo il Governo Monti nulla sarà più come prima», scandisce Letta. «Il tema di Vasto è messo da parte come tutto ciò che appartiene alla fase precedente al governo Monti. A mio avviso l’errore della Borsellino è stato quello di dire chiaramente che lei stava dentro quello schema politico. Penso si debba essere molto più attenti e molto più larghi».

È l’apertura ufficiale di una crisi che, nella migliore delle ipotesi, porterà il partito a una conta. E, nella peggiore, a una scissione. Veltroni, che gioca di sponda con Letta, per adesso tace. Ma ai suoi collaboratori più stretti l’ex segretario ha affidato parole chiare: «Non possiamo andare avanti in questo stato di incertezza. Ma vi pare normale che il Pd non sia riuscito a sciogliere una volta per tutte il tema del sostegno del governo Lombardo in Sicilia? Serve un chiarimento immediato». La convocazione della Direzione, che Giorgio Tonini chiede di buon mattino. Oppure, è la soluzione indicata da «Walter», quella «di un’assemblea nazionale».

Impossibile, dopo Palermo, nascondere la polvere sotto un tappeto. «Vasto, non Vasto… Al tempo giusto le alleanze nella politica di domani non potranno non farsi sui sì e sui no alle varie politiche di governo oggi», insiste Letta. «Il Pd chiuso a sinistra perde la sua sfida riformista», incalza il veltroniano Walter Verini. «Il problema del Pd è nazionale. Discutiamone», aggiunge Paolo Gentiloni.

I bersaniani provano a reagire colpo su colpo. «È indecente che si cerchi di strumentalizzare i risultati delle primarie di Palermo per vicende nazionali», è la replica piccata del giovane responsabile Cultura Matteo Orfini. Bersani, tolta l’apparizione pubblica alla presentazione del libro su Vassallo, sceglie il silenzio. Ma gli uominidella sua segreteria ne hanno per tutti. Per Sergio D’Antoni e per il segretario siciliano Giuseppe Lupo, che avrebbero minato alle fondamenta «ogni possibilità di accordo con l’ala del Pd che sosteneva Ferrandelli» (e il governatore Lombardo). Per Enrico Letta, che avrebbe dirottato «i suoi voti nel capoluogo al candidato che ha sconfitto la Borsellino». E soprattutto per Leoluca Orlando, che «in queste ore starebbe meditando di candidarsi a sindaco».

Fossero confermati i più oscuri presagi del segretario e della sua cerchia ristretta, il Pd si troverebbe di fronte a uno scenario addirittura peggiore di quello che si materializzò a Napoli l’anno scorso, quando la sfida tra Cozzolino e Ranieri venne annullata per far spazio alla candidatura del prefetto Morcone, scalzato poi da Luigi de Magistris al primo turno. E i segnali che arrivano dall’Isola vanno in questa direzione. Bersani dice che il Pd sosterrà il vincitore delle primarie? Orlando, intervistato dalla trasmissione di RaiTre Agorà, insiste sulle «primarie truccate» e rilancia: «Comunque vada noi sosteniamo e sosterremo Rita Borsellino». È l’inizio dell’ultima grande guerra. Il tutto mentre, a Palermo, la vittoria di Ferrandelli sta per essere ufficializzata. Anche se, ammettono dal comitato del giovane candidato, Borsellino potrebbe impugnare l’arma dei ricorsi. «Magari rivolgendosi direttamente al Tar…».

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