tommaso labate

Archive for the ‘Cantagiro’ Category

Il peroncino 2.0 di Bersani.

leave a comment »

La foto simbolo dell’odierna direzione del Partito democratico è la birra che, come di consueto, Pier Luigi Bersani stappa quando la riunione si avvia verso la fine.

Ormai il peroncino sta a Bersani come Albachiara sta ai concerti di Vasco e Can’t help falling in love a quelli di Elvis.

L’ultimo pezzo, insomma.

Ps: l’autrice della foto è Antonella Madeo, giornalista di Youdem. Nello scatto si vede anche il senatore Nicola Latorre.

(www.tommasolabate.com)

Annunci

Written by tommasolabate

26 marzo 2012 at 18:01

Bossi? È il nuovo David Lynch.

with one comment

1) Rompe con Silvio, fa pace con Silvio, apre a Maroni, chiude a Maroni, lancia Tremonti, ferma Tremonti, pollice su, pollice giù. La verità è che l’edizione 2011 di Pontida è come Mulholland Drive di David Lynch. Tutti sono convinti di aver capito il finale del film. Che però non c’è. Forse.

2) C’è chi giura che a Pontida ci fosse anche lo striscione “MARONI ALLENATORE DELL’INTER”.

3) Ultimatum del Senatur a Massimo Moratti: “Trasferire Appiano Gentile a Monza”.

(www.tommasolabate.com)

Written by tommasolabate

20 giugno 2011 at 11:13

Pubblicato su Cantagiro

Ferrara&Co. Gli highlights (molto high, molto lights) dell’Aspettando Godot dei “servi” del Capranica.

leave a comment »

M’hanno detto che si chiama liveblogging. Io però mi sono limitato a mandare una quintalata di sms.

A prescindere da come si chiami, per chi se lo fosse perso e volesse recuperare, è tutto qua. Su Lettera 43.

Written by tommasolabate

8 giugno 2011 at 14:01

Rissa di governo a Vinitaly. La rossa Brambilla fa infuriare Romano e poi brinda a Coca-Cola

with one comment

di Tommaso Labate (dal Riformista del 12 aprile 2011)

Doveva essere la “vera” cerimonia di battesimo di Saverio Romano da ministro dell’Agricoltura. A Verona, nella cornice di Vinitaly, la tradizionale esposizione fieristica del vino che la città scaligera ospita da oltre quarant’anni. Un giretto con l’abito blu tra gli stand, strette di mano coi viticoltori noti e meno noti, più un bel protocollo d’intesa da sottoscrivere col ministero del Turismo. Il comunicato stampa, come in ogni grande occasione che si rispetta, era stato servito alle agenzie sabato mattina, poco prima dell’evento. «Il ministro dell’Agricoltura Saverio Romano e quello del turismo Michela Vittoria Brambilla firmeranno al Vinitaly di Verona un protocollo di intesa per la promozione del turismo enogastronomico», e via dicendo.
Michela BrambillaA rovinare il battesimo di Romano, trasformando la festa in una mezza crisi di governo, ci ha pensato la sua collega di esecutivo, la Brambilla. L’appuntamento per la firma del protocollo davanti ai cronisti è per le 11,45 di sabato. Il titolare dell’Agricoltura si presenta in anticipo e rifiuta di rilasciare dichiarazioni. «Aspettiamo Michela», è il senso del suo gentile rifiuto opposto ai cronisti. E invece non solo «Michela» si presenta in netto ritardo. Ma, in barba al cerimoniale, si mette a rilasciare interviste a tutte le tv che gli capitano a tiro. Romano, stando alla ricostruzione del dorso veneto del Corsera, si arrabbia di brutto. E dietro le quinte scoppia persino una rissa tra gli uffici stampa dei due dicasteri.
E visto che al peggio non c’è mai fine, come si presenta poi la Brambilla all’appuntamento con la conferenza stampa del protocollo d’intesa sui vini? Semplice, sorseggiando una Coca-Cola. Ch’è un po’ come farsi vedere con una bistecca ai ferri al convegno nazionale dei vegetariani. Peccato che sia finito così, l’evento del “responsabile” Romano con l’azzurra Brambilla. Bastava che bevessero «responsabilmente». Hanno finito per litigare.

Written by tommasolabate

12 aprile 2011 at 13:10

Pubblicato su Articoli, Cantagiro

Tagged with , , ,

«Manca il culatello di tua sorella». Alla Camera arriva l’opposizione slow food.

with one comment

di Tommaso Labate (dal Riformista del 7 aprile 2011)

Della «cipolla rossa di Breme», si sgola l’onorevole Zucchi Angelo del Pd, «se ne producono 600 quintali». E l’Aula di Montecitorio trattiene il fiato.

Aula di MontecitorioGennaro Malgieri del Pdl urla: «Ma l’abbiamo già sentito!». Amedeo Laboccetta, sempre del Pdl, s’inalbera: «Ma che fa? Si mette a leggere di nuovo?». Il democratico Zucchi, pavese di Siziano, anni 56, non si cura di loro. Ma guarda e legge: «Il lardo di Colonnata rappresenta uno dei nostri prodotti dop più ambiti, (…) che tutto il mondo ci invidia». Quanto alla cipolla rossa di Breme, aggiunge, «la coltivano sei agricoltori. E ha una tradizione che si ritrova fin dal 906 dopo Cristo».

Nell’anno duemilaundici, per la precisione il 6 aprile, ieri insomma, Montecitorio si trasforma in un pensatoio che manderebbe in visibilio financo il più coriaceo seguace di Carlin Petrini. L’Aula dello slow food, insomma. Merito (o colpa) del raccordo Pd-Idv-Udc, che per rallentare l’approvazione del processo breve caro al Cavaliere produce un’inedita forma di ostruzionismo. Domenica sera Roberto Giachetti, segretario d’Aula dei Democratici, si rilegge l’articolo 32 comma 3 del Regolamento della Camera. È uno strumento normativo che ciascun deputato può usare per «precisare meglio» il proprio pensiero del giorno prima. E così, come da copione, tutti i protagonisti del dibattito del martedì tornano sulla scena. Con argomenti di alta cucina.

«Onorevole Giachetti, non può infliggerci oggi una lezione su Moby Dick di Herman Melville», ammonisce Rocco Buttiglione presiedendo l’Aula in assenza di Fini. Infatti Marina Sereni, del Pd, chiude con la letteratura e passa alla cucina. «Anch’io voglio avvalermi dell’art. 32 comma 3 per chiarire il mio pensiero di ieri (martedì, ndr)», dice la deputata fassiniana. Che, con la scusa di intervenire sul decreto sui piccoli comuni, attacca a parlare dei prodotti tipici dell’Umbria: «Penso al vino sagrantino di Montefalco, al tartufo nero di Norcia, allo zafferano di Cascia, ai prosciutti tipici di Preci. È ancora presto, non potete avere fame, colleghi!», insiste Sereni prima di intrattenere gli onorevoli colleghi sulla «straordinarietà dell’esperienza di Brunello Cucinelli e del cachemire prodotto in un borgo splendido come Solomeo».

Dai gruppi di Pdl e Lega s’alzano cori di insulti. Zucchi (Pd) cita la comunità ebraica di Mortara culatello dop(Pavia), che 600 anni addietro chiese e ottenne «di inventare un salame che non venisse dal maiale: così nasce il salame d’oca». «Onorevole Zucchi», lo incalza il pdl Maurizio Lupi dalla presidenza, «la ringrazio per la spiegazione dotta ed erudita sul salame d’oca».

Ma la sinfonia culinaria raggiunge vette inesplorate quando prende la parola il deputato marchigiano Massimo Vannucci (Pd), che si lamenta dell’assenza di un dettaglio dal resoconto stenografico del giorno prima: «Quando Ciccanti (Udc) parlava del prosciutto di Carpegna, dai banchi della lega è arrivato un grido: “Mettici anche il culatello!” Ciccanti ha risposto: “Di tua sorella, probabilmente”. Questo nel verbale non c’è». E Lupi, dalla presidenza: «Perché si vede che la sorella non aveva comprato il culatello». E Vannucci, di rimando: «Eh no! Altrimenti non si capisce. Lo faccio per l’onorevole Ciccanti! Io non so se la sorella del collega producesse culatello e quindi se l’onorevole Ciccanti si riferisse a questo». Pdl e Lega aumentano il volume delle loro proteste e citano gli appelli della scorsa settimana del capo dello Stato. Un altro deputato del Pd, Salvatore Margiotta, prende la parola e precisa: «Ho citato anch’io alcuni prodotti tipici della Basilicata. L’Aglianico del Vulture, i pecorini di Moliterno e di Filiano, i fagioli di Sarconi, le acque minerali del Vulture, l’olio Barile, i peperoni di Senise…Ma non voglio dire che i prodotti della Lucania sono migliori di altri che esistono nel nostro paese. Potrei fare un elenco infinito», conclude Margiotta: «Il tartufo d’Alba, il lardo di Colonnata, il Barolo e Brunello di Montalcino, tutti i prodotti dell’Umbria citati poc’anzi dalla collega Marina Sereni, nonché tutti quelli cui ha fatto riferimento il collega Zucchi, tra cui anche il salame di Mortara…». Morale della favola? Alle 21, quando il Riformista va in stampa, dell’approvazione del processo breve non c’è neanche l’ombra. C’è però Fabrizio Cicchitto, triste solitario y final. Che, temendo un altro blitz dei Franceschini boys, precetta tutti i “suoi” in vista di una probabile seduta notturna…

E nell’Aula rimbombò: “Mettici il culatello”.

leave a comment »

Questi dialoghi non sono un “prodotto della mente”, come cantavano Elio e le Storie Tese nella loro ben nota canzone. Trattasi più nobilmente di estratti dal resoconto stenografico della seduta di questa mattina della Camera dei Deputati. Seduta in cui l’opposizione s’è prodotta in una “gastronomica” opera di ostruzionismo per ricacciare in alto mare il processo breve.

“Onorevole Giachetti, (…) mi consenta di osservare che se lei ieri ha parlato di uno degli argomenti all’ordine del giorno, non può infliggerci oggi una lezione su Moby Dick di Herman Melville. E questo è quello su cui io devo vigilare”. Rocco Buttiglione, vicepresidente della Camera.

“Intendo invece intervenire davvero ai sensi del comma 3 dell’articolo 32 del Regolamento. Anzi, le dico subito che questa notte non sono riuscito a riposare perché mi macerava dentro…”. Renato Cambursano, deputato dell’Italia dei valori.

“Penso alla straordinarietà dell’esperienza di Brunello Cucinelli e del cachemire in un borgo splendido come Solomeo”. Marina Sereni, deputato del Pd.

“Signor Presidente, intervengo anch’io ai sensi dell’articolo 32, comma 3, del Regolamento. Ieri sono intervenuto a sostegno di un emendamento, a prima firma dell’onorevole Borghesi, che privilegiava la vendita diretta nell’ambito della promozione dei prodotti agroalimentari tradizionali (…) Voglio solo citare alcuni esempi, come, in modo particolare, il lardo di Colonnata che rappresenta uno dei nostri prodotti a denominazione di origine protetta (DOP) più ambiti. (…) oppure la cipolla rossa di Breme”. Angelo Zucchi, deputato del Pd.

“Onorevole Zucchi, la ringrazio anche per la spiegazione dotta ed erudita a proposito del salame d’oca che comparirà, certamente, nel processo verbale della seduta odierna”. Maurizio Lupi, deputato Pdl e vicepresidente di turno dell’Aula.

“Nel momento in cui l’onorevole Ciccanti svolgeva la dichiarazione di voto ed elencava i prodotti tipici (…) ed era arrivato al prosciutto di Carpegna, dai banchi della Lega Nord è arrivato un grido e gli si è detto: «mettici anche il culatello!» Ciccanti ha risposto: «di tua sorella, probabilmente». Ora, nel verbale, mentre c’è l’elenco e compare il prosciutto di Carpegna, non c’è la parola «culatello», signor Presidente”. Massimo Vannucci, deputato del Pd.

“Perché si vede che la sorella non aveva ancora comprato il culatello”. Maurizio Lupi, deputato Pdl e vicepresidente di turno dell’Aula.

http://www.tommmasolabate.com

Written by tommasolabate

6 aprile 2011 at 14:34

Pubblicato su Cantagiro, Rumori

Lo sapevate che…?

with one comment

Che, almeno sul sito dell’iperdalemiano Nicola Latorre, Nichi Vendola stravince le primarie stracciando Bersani e Chiamparino.

Che Pierluigi Castagnetti è cugino di Orietta Berti, essendo cugino di primo grado del mitico (di lei marito) Osvaldo.

Che il filosofo comunista Mario Tronti, ex senatore del centrosinistra, ha un nipote cantante, che si fa chiamare Renato Zero.

Che Ciriaco De Mita, tornato nell’Aula di Montecitorio per assistere al discorso del capo dello Stato per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ha chiacchierato tutto il tempo con Paola Binetti.

 

Written by tommasolabate

23 marzo 2011 at 12:12

Pubblicato su Cantagiro

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: