Un tavolo col Giaguaro. In streaming.
Se è vero, come è vero, che un pezzo del gruppo dirigente del Pd in queste ore sta “lavorando su Bersani” per convincerlo “a vedere il punto di Berlusconi“, allora è evidente che la minaccia di dimissioni da parte di Giorgio Napolitano ha avuto il suo primo effetto. Consentire un leggerissimo “eppur si muove” a una situazione che sembrava ferma come un blocco di marmo.
Inutile perder tempo appresso a bersaniani, renziani, franceschiniani, lettiani, giovani, vecchi, uomini, donne e costruirci attorno la storia della “resa dei conti” interna al Pd. Non è questo il tema, almeno oggi.
Il tema, e ritorniamo al punto di partenza, è che pressato dalla minaccia di dimissioni di Napolitano (e soprattutto dal martedì nero che ci attende sui mercati finanziari se la situazione rimane questa), Bersani faccia un passo. E dica “vedo” a quello che, più che un giaguaro, s’è dimostrato un fine pokerista.
Cosa vuol dire “vedere” di fronte al pokerista Silvio che ha mandato a monte tutti i tavoli possibili degli ultimi vent’anni, dalla Bicamerale alle intese che con lui (meritoriamente) anche Veltroni aveva provato a intavolare dopo la sconfitta del 2008? Vuol dire incontrarlo, magari in diretta streaming, magari proprio il giorno di Pasquetta. E strappargli “pubblicamente” due scopi definiti per far nascere un governo: il ritorno al Mattarellum, che ha chiesto anche Beppe Grillo; e l’elezione di un capo dello Stato scelto sin d’ora (inutile girarci troppo attorno, l’unico nome sul tavolo sarebbe Giorgio Napolitano).
Il secondo punto, con l’azione di un governo, c’entra poco. Ma è la pre-condizione perché quel possibile esecutivo non nasca sotto un ricatto. Altrimenti tra dieci giorni Berlusconi si sveglia, dice che pretende il Gabibbo al Colle e che se non lo ottiene fa saltare tutto.
Mattarellum e un capo dello Stato insieme. Un accordo da perfezionare come meglio si crede ma da siglare in diretta tv. Due punti: la legge elettorale (che piace a Grillo) e un presidente della Repubblica (quello indicato in precedenza, e cioè l’attuale, non è sgradito a Grillo).
Così almeno, se proprio si deve rivotare, si rivota meglio.
Consultazioniful ore 20.55
Il miracolo a cui è atteso Giorgio Napolitano parte da queste parole: “Vogliamo cominciare?”.
Consultazioniful ore 16.37
A meno di due ore dall’arrivo della delegazione del Pd al Quirinale, in questa storia che sembra una soap opera ci sono alcuni punti.
1) Le delegazioni di Pd e Sel hanno in testa un solo nome. Quello di Pier Luigi Bersani. Il partito di Vendola, tra l’altro, potrebbe farsi carico di chiedere a Napolitano l’incarico al buio per il leader del Pd. Della serie, “lo si lasci verificare se ha il sostegno in Parlamento”. Cosa che Bersani stesso ieri non ha chiesto (Napolitano gli avrebbe detto no, tra l’altro).
2) Il Pdl insiste sulla via del governo politico con Pd e Scelta Civica. Emissari berlusconiani hanno fatto sapere al Nazareno che “non solo non chiediamo neanche Alfano vicepremier” ma addirittura “sottoporremmo a Bersani premier una rosa di ministri lasciando che l’ultima parola ce l’abbia lui”. L’ultima e l’unica parola di Bersani su questo fronte, per adesso, era e rimane “no”. I berluscones, ovviamente, insistono (perché guardano alla partita per il Colle, ovviamente). E per smuovere il segretario del Pd lo stanno informalmente tranquillizzando mandandogli a dire che “comunque diremmo no a un esecutivo del presidente”.
3) La situazione cambia di minuto in minuto. Alle 16.28, tutti sono nuovamente riposizionati alla casella del “via”. Tutte le rose dei nomi sono saltate. Resta solo il pre-incaricato congelato, con chances ridotte al lumicino.
4) Tra ipotesi che si fanno in queste ore tra i partiti, prende quota la suggestione di un “gesto forte”, per provare a sciogliere l’iceberg, di Napolitano stesso. E questo gesto forte, sempre se la situazione non si sblocca, potrebbe avere a che fare più con un passo indietro (di Napolitano stesso) che non con l’incarico di un “premier del Presidente”. Che, per il momento, non si intravede nemmeno all’orizzonte.
Zeru tituli.
“Se l’Italia è senza governo (…) ha però un Parlamento che può già operare per cambiare il Paese”, ha scritto Beppe Grillo in un post in cui lancia #SiPuòFare!, l’hashtag per discuterne su Twitter.
Indovinate quale forza politica, a quasi due settimane dall’insediamento delle Camere, non ha ancora presentato una proposta di legge? Indovinate gruppo parlamentare non ha ancora “operato“?
Esatto. Avete indovinato.
Al posto di #SiPuòFare!, a questo punto non è meglio #SiPuòDire?
Ps: Questo post è scritto con l’unico scopo di venire smentito nel giro di un’ora. Anche meno.
Un sacco credibili.
“Noi abbiamo una credibilità che possiamo spendere: gli altri partiti hanno una ‘non credibilità’, essendo lì da 30 anni facendo solo promesse”.
“Non so in che termini si possa intendere (l’appoggio esterno, ndr). Se la politica del Pd è di cambiamento, noi siamo pronti a dare un appoggio su singoli provvedimenti”.
“Sono venti anni che sentiamo queste parole. Vent’anni che voto e che sento parlare delle stesse cose e non vengono mai realizzate. Mentre parlava mi sembrava di sentire una puntata di Ballarò“.
Vito Crimi e Roberta Lombardi. Ma ‘ndo l’avranno preso tutto ‘sto frasario ciancicato?
Un sacco credibili.
La Smemo del Grillologo / 4
giovedì 20 marzo 2013
Tutto come previsto. Quando i vecchi e i giovani tromboni hanno letto che avevo scritto che Grillo (taggare @Beppe_Grillo) dopo Napolitano doveva incontrare anche Thorne (non taggare) hanno immediatamente pensato all’ambasciatore americano (non taggare, né l’Ambasciata né @BarackObama).
Non hanno capito, e se avessero seguito come ho fatto io tutte le tappe dello #Tsunamitour e le repliche de #LaCosa sul Web l’avrebbero capito, che l’appuntamento ce l’avevo con Thorne Forrester (nella foto, taggarlo), il fratello di Ridge di Beautiful.
Nel pezzo di domani, oltre a dare conto di quello che si sono detti Lo Staff e Napolitano, scriverò – ma in realtà l’avevamo (anzi, l’avevo) scritto in un pezzo uscito il 7 luglio del 1987 a pagina 5 – degli altri incontri riservati che Grillo farà nelle prossime ore.
Me l’ha detto @Byoblu (non taggare, la fonte si protegge sempre), che Grillo incontrerà anche
1) Carlo Sassi, Ettore Andenna e pure Jocelyn, colloqui tecnici che serviranno per conoscere la macchina Rai per quando al Cinquestelle ci daranno la presidenza della Vigilanza Rai.
2) James Bond, il Libanese di Romanzo Criminale, il Commissario Basettoni, la Signora in Giallo, Er Monnezza e pure l’Ispettore Callaghan, che aiuteranno i Parlamentari del Cinquestelle a gestire il Copasir.
Un po’ come fa, e alla grandissima, @Byoblu sulla Comunicazione del gruppo del Senato, tanto per capirci.
La Smemo del Grillologo /3
E niente, non capiscono. Si fossero fatti anche loro le fonti ne lo Staff come ho fatto IO (twittare e taggare, nell’ordine @Byoblu e @Beppe_Grillo), questi vecchi arnesi del giornalismo sarebbero riusciti a capire non solo le prossime mosse dello Staff, ma anche quelle passate.
Prima cosa. Per esempio, Eugenio Scalfari (da non taggare, e meno male che non ci ha twitter ma c’è sempre il rischio che qualcuno di @repubblicaIt glielo segnali, e lì si che sarebbero cazzi amari) ha scritto una stronzata clamorosa. Casaleggio, di cui noi – anzi, io – scrivemmo per primi in un articolo uscito il 26 settembre 1962 a pagina 12 (titolo: “Tra cinquant’anni e cinque mesi esatti vinceremo le elezioni”), Casaleggio, insomma, gioca soltanto a Forza Quattro e Scarabeo e figuratevi che quando per l’onomastico la zia gli ha regalato Cluedo, che per lui era troppo moderno, gliel’ha fatto cambiare con un puzzle di 500 pezzi della Disney (immagine: @Ciccio e @NonnaPapera, twittare e taggare entrambi). Figurarsi se è schiavo e/o dipendente da un videogioco, come ha scritto Scalfari (non twittare, né taggare).
Seconda cosa. @Byoblu (twittare e taggare) è un genio assoluto. E io domani sono in grado di anticipare, con un retroscena informato, la “svolta” imposta al gruppo del Cinquestelle al Senato. Titolo del pezzo. “La mossa @Byoblu per evitare altri casi Campanella: «Da oggi, quando vi appare Numero Privato non risponderete più»”.
E così gli do l’ennesimo buco, a ‘sti vecchi tromboni. E pure a quelli giovani.
E faccio un altro #scoop (hashtag, per l’appunto, #scoop)
L’esperienza mancante.
Hanno fotografato scontrini e apriscatole, eletto portavoce, chiesto vicepresidenti e questori, fatto conferenze stampa senza domande e qualcuno ha pure pianto.
Mi par di capire che l’unica esperienza parlamentare che gli eletti del Movimento Cinquestelle non hanno ancora sperimentato è quella della presentazione di proposte di legge.
La Smemo del Grillologo / 2
Martedì, 19 marzo 2013
Oggi è stata dura. I vecchi e i giovani tromboni pensano e scrivono che #Messora alias @byoblu sia stato mandato dallo Staff per commissariare i senatori del Movimento. È evidente che, abituati come sono ai vecchi schemi, non hanno capito come funziona.
@Byoblu è un facilitatore, agevola le comunicazioni tra lo Staff e il gruppo del Senato. E infatti ci ha una comprovata esperienza nel settore delle facilitazioni.
Era @Byoblu, travestito da Harvey Keitel, quello che in Pulp Fiction aveva aiutato Samuel Jackson e John Travolta a sbarazzarsi del cadavere di Marvin a casa di Quentin Tarantino prima che tornasse la moglie di Quentin Tarantino e s’incazzasse di brutto.
E sempre @Byoblu aveva segnato il secondo gol nella finale dei Mondiali del 1982 vinta contro la Germania al Santiago Bernabeu di Madrid, dopo che Cabrini aveva sbagliato il rigore (Tardelli fece solo la finta di mettersi a urlare).
Non solo. @Byoblu, che tutti scoprono adesso, ma noi – anzi io – ne avevamo già scritto in un pezzo uscito il 27 febbraio del 1973 a pagina 7, che avevo twittato senza taggarlo perché all’epoca non ci aveva il profilo, lui, era presente nel giorno in cui liberarono Roma dai nazisti, quando Nelson Mandela vinse il Nobel, quando Renzi si portò a casa la pelliccia di Annabella alla Ruota della Fortuna (in quel caso, suggerì la soluzione a Matteo, che non la sapeva) e pure quando Holly sconfisse Mark Lenders nella finale del campionato giapponese .
Sempre lui, @Byoblu, quello che obbligò Giovanni XXIII di dire “mandate una carezza ai vostri bambini” (in realtà, se non ci fosse stato @Byoblu, quel giorno Giovanni XXIII avrebbe letto l’intervento che gli aveva scritto il suo portavoce contro i matrimoni gay, che avrebbe fatto incazzare di brutto la sinistra). @Byoblu, tra l’altro, aveva anche suggerito a Candy Candy di farsi bionda (i vecchi e i giovani tromboni pensano ancora che fosse bionda di suo) e a Obama di candidarsi al Senato (in realtà, lui stava per aprire uno Starbucks a Chicago).
Nel pezzo non entravano, ma ci ho dei dettagli della storia di @Byoblu che i vecchi tromboni non sanno perché non ci hanno contatti con lo Staff ma che mi torneranno utili per altri pezzi.
@Byoblu ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista per Via col Vento; la classifica dei marcatori della Bundesliga nel 1978-79; i premi “Capalbio”, “Isernia”, e l’edizione 2009 del “Provincia di Matera”, sezione blogger; e pure il torneo under 40 regionale organizzato dalla Federazione Ligure Giuoco Ruzzle.
Chiamare @byoblu per vedere se il pezzo andava bene. Se sì twittarlo taggando @byoblu. Se no non twittarlo. Oppure twittarlo senza taggare né @byoblu né lo Staff (@beppe_grillo) e sommergerlo di altri tweet per farlo sparire dalla timeline.
Anzi no, in questo caso forse meglio non twittarlo.







