Lo streaming della busta paga. (Ma basta anche una foto).
Oggi Repubblica scrive che gli eletti del Movimento Cinquestelle, gira e rigira, alla fine guadagneranno seimila euro netti al mese.
E Beppe Grillo risponde che Repubblica racconta balle.
Trattandosi di una questione non secondaria, e avendo preso il Movimento Cinquestelle parecchi voti proprio sulla base della rinuncia a parte (significativa) dello stipendio della Kasta, suggerirei una strada semplice semplice. A fine mese, quando arrivano gli stipendi, i parlamentari grillini ci mostrino la busta paga e gli eventuali documenti ufficiali con cui (eventualmente) rinunceranno a parte del compenso. Noi si fa una bella sottrazione da soli e si capisce tutti insieme chi racconta balle. Serenamente, pacatamente.
Tra l’altro, questa volta è impossibile che si chiamino in causa le difficoltà tecniche a imbastire la diretta streaming, che sopraggiungono sempre quando i Cinquestelle si riuniscono tra loro.
Ricapitolando. Basta una foto, anzi due. E una sottrazione.
Così vediamo se c’è qualcuno che racconta balle. E, eventualmente, chi è.
Una gita a Cinquestelle
“Ci siamo tutti. Cedo subito la parola al nostro preside, promotore di un’iniziativa che non esito a definire fantastica”.
A me, la gita in località misteriosa dei parlamentari M5S che oggi vedranno Grillo ricorda un po’ questa.
Perché hai votato il M5S?
Perché hai votato il MoVimento 5 Stelle?
Perché i suoi parlamentari lavorassero senza sosta?
Perché i suoi parlamentari presentassero proposte di legge mutuate dal programma?
Perché Massimo D’Alema fosse talmente fuori dai giochi da non essere nemmeno preso in considerazione come candidatura bipartisan per il Quirinale?
Perché le Camere lavorassero sei giorni su sette?
Perché i portavoce dei gruppi parlamentari non facessero come i vecchi capigruppo dei vecchi partiti che dicono una cosa e poi se la rimangiano?
Per avere un governo che lavora?
Per fare una legge seria sul conflitto d’interessi?
Per togliere il pallino dalle mani di Silvio Berlusconi?
Perché le decisioni venissero convidise con la base e sottoposte al giudizio costante e continuo della Rete?
Perché non si svegliasse uno la mattina a decidere per tutti?
“Se hai votato per il M5S anche soltanto per uno di questi punti, allora hai sbagliato voto. Mi dispiace.
La prossima volta vota per un partito”. Quest’ultima, ovviamente, è una citazione.
Un sito bellissimo.
Un regalo a prezzi stracciati per la vostra fidanzata?
Il vostro amichetto del cuore esce male nelle foto e voi volete salvarlo regalandogli una fotogenia insperata?
I bambini passano troppo tempo alla Playstation e cerchi un modo per fargli studiare la storia diventendosi?
Hai per caso freddo e, contemporaneamente, ti fanno male i denti?
C’è un sito bellissimo in cui puoi trovare questo, e anche di più. Certe volte, in questo sito, spuntano qua e là dei post sulla politica. Ma non ti preoccupare, forse sono pubblicità.
I saggi pon-pon
Avete presente gli sport americani, che prima dell’inizio della partita c’è sempre lo spettacolo delle ragazze pon-pon?
Ecco, i saggi nominati da Napolitano – sia detto col massimo del rispetto – sono le ragazze pon-pon. Possono essere belle o brutte, bravi o impacciate, possono piacere o annoiare. Ma non sono la partita.
La partita comincia dopo. Adesso voi, che siete spettatori attenti, quando andate alla partita vi concentrate sui giocatori o sulle ragazze pon-pon?
Io, personalmente, sui giocatori. E anche sull’arbitro, ovviamente.
Tra un’ora, todos Califfos. Addio, Maestro.
E così è morto, Franco Califano.
Tempo mezz’ora e scopriremo che piaceva a tutti, che tutti erano cresciuti con le sue parole, e dipinsi l’anima su tela anonima di qua, e tutto il resto è noia di là. A tutti piaceva, tra un’ora, Franco Califano. Anche a chi l’ha pigliato per il culo tutta la vita.
Perché, e forse è giusto così, i morti sono come il cliente. E hanno sempre ragione.
Auguro a tutti un buon (e collettivo) “Califfo ci mancherai”, da spalmare su tutti i social network. E faccio notare a me stesso che io, ieri che è morto Jannacci, e pure mi è dispiaciuto, mi sono fatto i fatti miei.
Ps: per gli affannosi del link lontano dal mainstream da postare e fare bella figura, consiglio di cliccare qui. Per me, il suo capolavoro. (Suo, non di Bruno Martino, che pure la cantò).
Mattarellum, Napolitano bis, governo.
La mossa di Napolitano, con l’innesto dei famosi gruppi ristretti, mi pare confermare questo scenario di un’ora fa.
Su una legge elettorale come il Mattarellum (gradito a Grillo) e l’accordo per l’elezione di un presidente della Repubblica condiviso (Napolitano non è sgradito a Grillo), un governo nasce. Eccome se nasce.














