tommaso labate

2.587 euro di viaggi, più di 10.000 in comunicazione, quasi 5.000 di consulenze. Al giorno. Le spese vive della Margherita morta di Lusi.

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di Tommaso Labate (dal Riformista del 3 febbraio 2012)

Che cosa direste se un’azienda pubblica facesse volare cinque persone al giorno per tutti i giorni, Natale e Ferragosto compresi, da Roma a New York? È un esempio, se ne potrebbero fare mille altri. La realtà è che nel 2010, stando ai bilanci by Lusi, la Margherita ha speso in viaggi 2.587 euro. Al giorno.

Alla voce «spese di viaggi, trasferte, rimborsi spese, automezzi» del «rendiconto dell’esercizio 2010», il tesoriere Lusi iscrive la bellezza di quasi un milione di euro. Per la precisione 944.278,25 euro, 78.698 al mese e, per l’appunto, 2.587 al giorno. Cinque voli da Roma a New-York, insomma.

Non è l’unica stranezza su cui i magistrati della procura di Roma, che stanno indagando sull’ormai ex tesoriere della creatura rutelliana, si sono concentrati guardando il bilancio del 2010, lo stesso su cui Arturo Parisi aveva denunciato stranezze e «movimenti opachi».

Basta guardare voce per voce alle spese messe a bilancio dal tesoriere che nel 2001 aveva pensato di rifiutare la guida amministrativa della Margherita perché, parole sue, «al solo pensare ai suicidi di Mani Pulite mi tremavano le gambe». Nel 2010 il partito è politicamente defunto da ormai tre anni. Certo, a norma di legge, incassa quasi quindici milioni di euro (14.882.090,22) di rimborsi per le elezioni politiche e le tornate regionali del 2006. Eppure viaggia, compra giornali e riviste, consuma benzina, fa comunicazione, monta e smonta siti internet, elargisce denari a consulenti e telefona come una grande azienda coi bilanci in regola.

Luigi Lusi

Perché è vero, il diavolo si annida nei dettagli. Come quei 75.846,37 euro, centocinquanta milioni delle vecchie lire, che nel 2010 la Margherita polverizza in «giornali e riviste, cancelleria, materiale di consumo, carburante autovetture, ecc.». Così se ne vanno 6320 euro al mese, 207,79 al giorno.

Per non parlare delle «spese per attività di comunicazione, informazione e propaganda politica». Che, se tarate sull’attività di un partito che non esiste più, farebbero impallidire financo i Democratici e i Repubblicani degli Stati Uniti. Qui la somma annotata sul bilancio 2010 da Lusi lievita fino a sfiorare i quattro milioni di euro: 3.825.809,32, 318.817 euro al mese, 10.481 al giorno. Proprio così, venti milioni di vecchie lire al dì, esattamente lo stipendio di uno stra-pagato calciatore di serie A.

Alla luce delle notizie degli ultimi giorni, il bilancio supera i confini del paranormale quando si arriva alla voce «spese collaboratori, consulenze contabili e amministrative, revisori, legali, notarili e consulenze per la riorganizzazione delle strutture». A questa voce Lusi destina la bellezza di 1.634.277,23 euro. Sono 136.189 euro al mese, 4.477 euro al giorno. Tutto normale?

Chissà. Di certo c’è anche anche la Margherita, nel 2010, telefona, accende e spegne le luci, mette l’acqua sul fuoco. Esercizi che, evidentemente, vengono ripetuti più volte al giorno. E da più persone. Non si spiegherebbero altrimenti gli 868.797,89 euro che il tesoriere annota accanto alla voce «utenze». Si tratta di 72.400 euro al mese, 2.380 al giorno. Difficile dire quante persone fossero titolari di un’utenza pagata dalla Margherita. Di certo c’è che il transfuga (andò all’Udc) Renzo Lusetti, che insieme a Enzo Carra fece causa a Lusi (adesso entrambi saranno ascoltati dai pm romani), ha confidato agli amici: «Quando me ne sono andato, Lusi chiamò per dirmi che mi avrebbe “staccato” il telefonino. Infatti mi sono ritrovato a pagare una bolletta con la maggiorazione della mora…».

Ci sono anche le varie ed eventuali. Le spese postali, le spedizioni, i bollati, le fotocopie, le spese di rappresentanza e altre non meglio precisate «spese amministrative». Il tutto per la modica (sic!) cifra di 637.636,60 euro l’anno. Sta tutto là, nelle carte di un’inchiesta che sembra estendersi come la Fama dell’Eneide di Virgilio. E adesso? Alcuni degli ex ds spingono per l’espulsione di Lusi dal partito. E Bersani, in tandem con Casini, preme sull’acceleratore dell’approvazione di una norma che trasformi i partiti in «case di vetro». Al Senato c’è già una proposta di legge, firmata da D’Alia (Udc) e Follini (Pd), che va in questa direzione. Ma l’attenzione dei Democratici, adesso, è tutta concentrata sulle ultime righe che i revisori dei conti (Giovanni Castellani, Mauro Cicchelli, Gaetano Trocina) apposero in calce al rendiconto 2010 di Lusi. «Redatto», scrissero, «nel rispetto delle disposizioni di legge vigenti in materia, attendibile, atto a rappresentare la gestione economica e finanziaria». Di una grande azienda o di un partito defunto?

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Written by tommasolabate

3 febbraio 2012 a 11:21

Una Risposta

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  1. […] di bruciato: la Margherita nel 2010 spendeva, per le ragioni più disparate, 2.587 euro al giorno. Come spiega nel dettaglio Tommaso Labate. Alla voce «spese di viaggi, trasferte, rimborsi spese, automezzi» del «rendiconto […]


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