tommaso labate

La Russa risponde al Riformista. “Perché era meglio Zenga di Ranieri”

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lettera di Ignazio La Russa (dal Riformista del 23 settembre 2011)
Caro direttore, il Riformista, che mi ostino a comprare ogni giorno, negli ultimi tempi mi riserva sorprese mattutine che, se non fossero reiterate e quindi spia di una malcelata avversione preconcetta (ma perché?), mi lascerebbero di buon umore per il loro involontario umorismo.
Giorni fa, un articolo raccontava con dovizia di particolari e senza troppa cattiveria, che mio fratello maggiore Vincenzo (già parlamentare Dc e Udc e avvocato a Milano) sarebbe in pole position per candidarsi a sindaco nel mio paese natale, Paternò, in Sicilia, dove non risiede da 50 anni!
Nei giorni successivi un altro articolo, stavolta con maggiore cattiveria e calcolata ambiguità, candidava l’altro mio fratello, Romano, ad aspirante sindaco di Sesto San Giovanni (cosa che lui stesso ha inutilmente precisato essere priva di ogni attinenza al vero).
Manca all’appello mia sorella Emilia che, benché non impegnata in politica, potrebbe offendersi per essere trascurata dalle vostre attenzioni.
Oggi il Riformista ha cambiato scenario. Pur di riservarmi un titolo (grazie) scrive: “Difendiamo l’Inter dai La Russa”,dove però non ci si riferisce per fortuna alla mia famiglia ma a tutti coloro che, nel giudizio dell’articolista, sono “i cattivi consiglieri” di Moratti.
La mia unica colpa? L’avere ipotizzato che a Gasperini, ormai esonerato (certamente senza miei consigli) avrebbe potuto subentrare Walter Zenga, che, se non sbaglio, ha all’estero un percorso di vittorie di tutto rispetto e in Italia un passato da interista doc in campo e di buon allenatore del Catania in panchina.
Sul web in tanti hanno manifestato la mia stessa opinione. Solo l’articolista del Riformista è sicuro che questo semplice desiderio di molti sia stato un “cattivo consiglio” da cui addirittura “salvare” Moratti.
Scelto Ranieri, un buon interista dice “Viva Ranieri”, ma mancherà la controprova che fosse buona o cattiva l’idea Zenga.
La cattiva opinione del giornalista sulla proposta Zenga (chissà perché ritiene il suo nome una “provocazione”?) è invece, ovviamente, comprovata e inappellabile. Proprio come le fantomatiche candidature a sindaco dei miei fratelli.
Grazie direttore, con un sorriso e senza rancore.
Ignazio La Russa

risposta:
Mi creda, ministro La Russa, per chi come me dorme da anni sotto un poster di Walter Zenga è stata davvero dura bollare come <cattivo> un consiglio che segnalava il nostro <Uomo ragno> per il dopo Gasperini. Eppure, secondo me, quello non era un buon suggerimento per Moratti.
Basta seguire i parametri che lei stesso ha segnalato nella sua lettera: il percorso estero <di tutto rispetto> di Zenga (National Bucarest, Steaua Bucarest e Stella Rossa, solo per citare i club più noti in cui è stato) e quello di Ranieri (il Valencia rilanciato alla fine degli anni Novanta, il Chelsea riportato nel gotha del calcio inglese negli anni Duemila); i club allenati in Italia da Zenga (bene a Catania, male a Palermo) e quelli guidati da Ranieri (Cagliari, Napoli, Fiorentina, Parma, Juve e Roma). Che altro dire? In bocca al lupo a tutti noi, ques’anno ne abbiamo bisogno. (t.l.)

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Written by tommasolabate

23 settembre 2011 a 08:41

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