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Eluana Englaro/Quella Bmw parcheggiata sotto casa.

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di Tommaso Labate (dal Riformista del 7 febbraio 2009)

La mattina del 18 gennaio 1992, sabato, Eluana Englaro è sola in casa, a Lecco. I genitori, Saturna e Beppino, si trovano in provincia di Bolzano. A Sesto, Val Pusteria. Sono in settimana bianca. L’Alto Adige, i coniugi Englaro, l’hanno raggiunto con una piccola utilitaria. La loro macchina grande, una Bmw, è rimasta parcheggiata sotto la loro abitazione. A Lecco.

La verità su Ustica. La mattina del 18 gennaio 1992, nel momento in cui Eluana apre gli occhi, il Giornale radio del primo canale Rai trasmette uno speciale sul Dc9 dell’Itavia abbattuto sui cieli di Ustica dodici anni prima. Il servizio contiene rivelazioni scottanti sul procedimento giudiziario nei confronti dei generali dell’Aeronautica. Due in particolare, Corrado Melillo e Zeno Tascio. L’inchiesta del Gr1 toglie il velo anche sulle accuse dei pm nei confronti di Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, che all’epoca dei fatti erano al vertice dell’Aeronautica militare. Il «golpe dei generali»  è smascherato dalla radio. E gli uomini dell’Ucigos si preparano al blitz nella redazione diretta da Livio Zanetti. Che quel giorno, però, è fuori città.

Il governo contro il Colle. Nel momento in cui Eluana si prepara per uscire di casa, a Roma il ministro della Difesa Virginio Rognoni smentisce l’ipotesi, avanzata il giorno prima dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga, di fornire assistenza militare alla Slovenia. «L’eventuale intervento diretto nelle vicende jugoslave – spiega il ministro – non rientra nelle opzioni a disposizione di ogni singolo paese». Anche la Farnesina prende le distanze dal capo dello Stato. Fonti vicine al ministro Gianni De Michelis chiariscono che «non c’è alcuna possibilità che l’Italia possa mettersi da sola a fornire armi».

L’impeachment. Achille Occhetto è a Cagliari, all’assemblea di fondazione dell’Unione della sinistra sarda. In vista delle elezioni del 5 aprile, il segretario del Pds lancia la sfida ai socialisti e chiama a raccolta «le forze del cambiamento» contro la Dc. Il suo partito, intanto, va avanti nella richiesta di mettere in stato d’accusa il presidente della Repubblica per le note «esternazioni» di qualche tempo prima. Nello stesso istante Gianfranco Fini prepara il discorso per la manifestazione del suo partito al Teatro Lirico di Roma. Il Movimento sociale italiano è schierato invece con Francesco Cossiga. Lo vuole alle guida di una «nuova Repubblica», di un «Fronte degli Italiani». Lo propone per un bis al Colle più alto. «Il magistero politico di Cossiga – annota Fini nel suo intervento – è stato utile all’Italia e lo sarà ancora di più nel futuro». È il portavoce del segretario missino, Francesco Storace, ad anticipare una parte del discorso alle agenzie. E a preannunciare che, all’indirizzo di Fini, è stata recapitata una lettera in cui il capo dello Stato ringrazia «il Movimento sociale» per il sostegno alla sua causa.

L’assemblea di Napolitano. Nel frattempo, a Roma, l’area dei riformisti del Pds, guidata da Giorgio Napolitano, riunisce l’assemblea nazionale per discutere degli scenari post-voto. Si presentano un po’ tutti. Dal socialista Martelli al repubblicano La Malfa, passando per il diccì Piccoli e i sindacalisti Lama, Carniti, Trentin e Del Turco. Occhetto invia il fedelissimo Massimo De Angelis, al quale tocca prender nota dell’ipotesi delineata da Napolitano («Un governo sganciato dalle designazioni partitiche») e della prospettiva indicata dall’area migliorista: «Una sinistra unitaria, socialista e riformista, che non rinunci alle sue esperienze». Quale esito avranno le elezioni del 5 aprile? L’espresso in edicola il 18 gennaio 1992 offre ai suoi lettori un sondaggio della Doxa. Più della metà degli intervistati prevede una flessione della Dc rispetto al 34,3% dell’87, il crollo del Pds al 17% e esprime la certezza che la Lega Lombarda di Umberto Bossi supererà la soglia dell’8%. Stabili, secondo la rilevazione demoscopica, sia il Psi di Craxi che il Pri di La Malfa.

La folla per Moana. Mentre a Lecco Eluana si prepara per la giornata, a Milano una folla oceanica interrompe la raccolta di firme per la presentazione delle liste del Partito pensionati. Al banchetto di corso Vittorio Emanuele II, infatti, è stata annunciata la presenza della capolista Moana Pozzi.  Centinaia di passanti si accalcano per vedere da vicino la pornostar che, temendo per la sua incolumità, si ripara in un teatro nei paraggi. I promotori decidono di sospendere la raccolta delle sottoscrizioni rinviandola al pomeriggio. Nel frattempo, la città di Brescia si interroga sulla nascita di una giunta comunale «a tempo», che porti quantomeno alla discussione del bilancio 1993 prevista in autunno. Nella maggioranza dovrebbero entrare Dc, Psi, Pri, Pds, la Rete e i Verdi. All’opposizione, invece, rimarrebbero la Lega, Rifondazione comunista, Msi, casalinghe e pensionati. Il Pli e l’indipendente Maria Fida Moro, eletta nelle liste di Rc, sono titubanti. Anche Torino vive ore d’ansia. A venti giorni dalle dimissioni di Valerio Zanone ci sono quattro partiti che rivendicano la poltrona del primo cittadino. Dc, Pri e Pli corrrono con un proprio candidato. Il Psi, con il responsabile enti locali Giusi La Ganga, dice di considerare ancora valido «l’accordo firmato nel 1990 per un sindaco laico».

Farouk prigioniero. Eluana è a pranzo quando, dalla Sardegna, il capo della Criminalpol Luigi Rossi dichiara che la prigionia del piccolo Farouk Kassam, sequestrato dall’Anonima sarda, sarà «lunga». «A occhio e croce – conferma il capo della Polizia Vincenzo Parisi – non si possono prevedere sviluppi e tempi rapidi». Gli inquirenti smentiscono che il riscatto possa essere pagato all’estero, magari con la mediazione dell’Aga Khan. La primula rossa Matteo Boe finisce in cima all’elenco dei ricercati.

Sofri, Salvatores, la Bellucci. A sera, Indro Montanelli e Adriano Sofri, insieme a Mario Cervi e Giuliano Ferrara, intervengono alla registrazione di Babele, il programma di Corrado Augias sulla terza rete. «Io non credo che non ci siano prove. Comunque auguro a Sofri la revisione del processo per l’omicidio Calabresi. In ogni caso, una sentenza sfavorevole condannerebbe un uomo che non c’è più», dice Indro. «È vero, sono molto cambiato. Mi dispiace perché sono più affezionato al Sofri di allora che al Sofri di oggi», risponde Adriano. Intanto a Palm Springs, California, il Festival cinamatografico internazionale premia Mediterraneo di Gabriele Salvatores come «miglior film europeo». L’ex modella Monica Bellucci, chiamata da Francis Coppola per il suo Dracula, viene incoronata regina della kermesse. Martin Scorsese si trova a Roma, per ritirare il riconoscimento «Maestri del cinema», mentre a Torino Günter Grass si aggiudica il premio internazionale del «Grinzane Cavour» regolando in volata Jorge Amado, Elias Canetti, Eugéne Ionesco e Milan Kundera.

Milan-Foggia. A Milano Fabio Capello prepara i rossoneri per la sfida dell’indomani contro il Foggia a tre punte di Zdenek Zeman. Ad Ascoli il calcio è passato in secondo piano, complice una squadra ultima in classifica e una bomba carta esplosa qualche giorno prima sotto l’abitazione del tecnico Giancarlo De Sisti detto Picchio. «Con tutti gli schiaffoni che abbiamo preso, anche una mummia si sarebbe risvegliata», sorride l’allenatore della Sampdoria Vujadin Boskov, reduce da una crisi lasciata alle spalle con tre vittorie di fila. Non si placano, invece, le polemiche sulla morte di Miran Schrott, il giocatore della serie B di hockey deceduto dopo essere stato colpito dal bastone di un avversario. Forse, dicono a Courmayeur, un defibrillatore avrebbe potuto salvarlo. Ma il defribillatore più vicino, purtroppo, stava ad Aosta. Agli Australian open di tennis avanzano gli uomini Curier, Stich, Krickstein, Krajicek, Rosset e le donne Capriati, Maleeva, Monami, Sabatini, Fernandez e Garrison.

La Bmw sotto casa. A sera, da Londra, arriva la notizia che una bambina di cinque anni ha ottenuto da un Tribunale il risarcimento record di due milioni e mezzo di sterline, che in lire fanno cinque miliardi. A causa di un errore dei medici, la piccola Alexandra Mulligan ha subìto dalla nascita danni cerebrali che la costringono su una sedia a rotelle. La bimba “reagisce” solo quando ascolta Nessun dorma cantata da Luciano Pavarotti. Fuori è buio. Eluana Englaro, da Lecco, spegne la tv e si prepara per la serata. È sabato sera. A dire il vero è stanca. Non le va di uscire. Ma gli amici insistono. Al Kalcherin di Garlate c’è una festa. La Bmw di papà Beppino è parcheggiata sotto casa.

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Written by tommasolabate

15 marzo 2011 a 12:00

Pubblicato su Articoli, Ritratti

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