tommaso labate

Silvio e le belle del Biscione. Quell’harem chiamato Canale 5

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di Tommaso Labate (dal Riformista del 1 giugno 2009)

– «I nostri programmi sono terminati. Domani sera, a partire dalle 20 e 30, vi proporremo un’agghiacciante maratona della paura: Tre passi nel delirio. Sono tre film dell’orrore e questi i titoli: Creepshow, L’ascensore e Ballata macabra. I primi due sono in prima assoluta per la televisione. Mi raccomando, non perdeteli. Non mi resta che ringraziarvi per averci seguito e darvi appuntamento a domani. Buonanotte».
(Gabriella Golia, un giorno qualsiasi del 1986, augura la buonanotte ai telespettatori di Italia 1).

– «Da grande voglio fare la showgirl. Ho studiato danza, ho iniziato a sei anni. Mi interessa anche la politica… Preferisco candidarmi alla Camera, al Parlamento. Ci penserà Papi Silvio».
(Noemi Letizia, primavera del 2009, si presenta agli italiani).

Gabriella Golia

Nella preistoria di Re Silvio, la velina di Neanderthal – che «velina» in senso stretto non era, come non lo è Noemi – annunciava, conduceva, presentava, «buongiorno» e «buonanotte», mostrava e non mostrava, immancabilmente voleva recitare, in ogni caso ballava, sempre e comunque, «come la Carrà».

La velina di Neanderthal si chiamava Gabriella detta Gabriellina, o Giannina, ovvero Antonella, Kay, Katia, Cinzia, Fiorella, Eleonora, Patrizia, Emanuela. Oppure «la Cavagna», dal cognome dell’Angela di ieri che un po’ rimanda a quello della Mara di oggi.
Della velina neanderthalis, nata e cresciuta alla corte di Re Silvio, non rimangono che ricordi ogni giorno più sbiaditi. Niente seggi, né a Strasburgo né a Montecitorio.

A qualcuna è toccato in sorte il limbo delle televendite, altre sono scomparse nel nulla, una sola – Giannina Facio maritata Scott (nel senso del regista Ridley) – bazzica Hollywood come fosse il bar sotto casa. Tutte, o quasi, sono mamme di famiglia. Mami.

Nessuna, però, sta più a Corte. Come se il Cavaliere, sotto sotto, fosse un Chronos che le “figlie” (quelle con le virgolette) finisce per mangiarsele. Tra il passato remoto e il presente c’è un solo punto in comune. Né segretarie, né collaboratori: quando s’illumina d’immenso Re Silvio non sceglie intermediari. È sempre lui in persona ad alzare il telefono. Oggi con Noemi. Ieri con Gabriella.

«PRONTO? SONO BERLUSCONI»
Un giorno del 1975, Gabriella Golia, milanese, classe ’59, sale sul treno per raggiungere la provincia di Piacenza e torna a casa con la fascia di Miss teenager. Dentro di sé coltiva il sogno di fare la ballerina alla Scala ma capisce che, tanto per cominciare, è meglio fare qualche pubblicità. «Finché mi nota il regista di Antenna nord e mi chiama per un provino», ha raccontato a Libero in un’intervista di due anni fa.

La telefonata più importante arriverà poco tempo dopo, quando Gabriellina fa già l’annunciatrice di professione. Il dottor Silvio Berlusconi, proprietario di Tele Milano, le chiede un appuntamento e le propone un contratto: «Stai un anno ferma e poi…». Lei oppone il gran rifiuto: «E poi – fa come per giustificarsi – avete già Eleonora Brigliadori».

Il futuro premier incassa, porta a casa, ma studia la controffensiva. Quindi, dopo aver aperto Canale 5, ingloba Antenna nord. E quando l’annunciatrice se lo ritrova, in una cena con molti invitati, Berlusconi chiede il silenzio e spiega: «Visto che la Golia non aveva accettato di venire a lavorare da me, allora ho comprato tutta la rete in cui lavorava». È l’inizio di un sodalizio durato quasi vent’anni.

Un quasi ventennio in cui l’occhio azzurro di Gabriellina regnerà sull’inizio e la fine delle trasmissioni, oltre che sui set delle sit-com Emilio e Vicini di casa, e sui palcoscenici di Vota la voce, Azzurro e Tutto di tutto. Nel ’97, quando è incinta di Tommaso, la Golia viene allontanata. Le propongono un contratto a termine, tanto – le dicono a Cologno Monzese – «le annunciatrici le aboliremo». Sugli occhi più famosi della tv commerciale, quelli di Gabriellina fattasi «mami», cala il velo della tristezza.

LE TETTE DI DESTRA
Angela Cavagna, genovese, nata nel ’66, entra nella scuderia del Cavaliere nella seconda metà degli anni Ottanta. Come antipasto, la piazzano in Transistor al fianco dei Trettrè, il trio comico che aveva conosciuto la gloria in Drive in. Quindi, Antonio Ricci la veste da infermiera e porta la sua quinta abbondante (o era una sesta?) davanti alle telecamere di Striscia la notizia.

In pochissimo tempo, la soubrette genovese diventa l’alfa e l’omega delle «truppe mammellate» (il copyright è di Dagospia) di Fininvest. La notorietà di Angela cresce al tal punto che l’improvvisa discesa provocherà non pochi dolori. Quando nel 1996 arriva a prendersi anche il ruolo di «Genuflessa» nel film Chiavi in mano, la stella ormai è caduta.

Si professa «tetta di destra», ma non basta. Quindi, un po’ per vocazione un po’ per dispetto, si presenta alla redazione della Padania, paga 20 euro e si iscrive alla Lega nord. «Per molto tempo la televisione mi ha emarginata per le mie idee politiche», confesserà l’ex “infermiera” più avanti. Fino all’anno scorso teneva un blog, per aggiornare i (pochi) fan delle (poche) ospitate televisive e dei (pochissimi) inviti a Corte. La convocano per il ventesimo compleanno di Striscia. E lei approfitta dell’occasione lanciando dal palcoscenico «i volantini del mio ristorante». Ma questa è già storia moderna.

IL NO DELLA BRIGLIADORI
Ma è solo tornando alla preistoria che si rintracciano le divine che hanno colpito davvero, al cuore, il Cavaliere. Leggenda vuole che tra le preferite ci fosse Eleonora Brigliadori, ex telefonista di Portobello, chiamata a Corte nel 1980 coi galloni di «volto ufficiale di Canale 5». Stando a una voce che a trent’anni di distanza rimbalza ancora tra le mura dell’Impero, pare l’Eleonora abbia resistito a più d’un corteggiamento prima di fare le valigie e tornare in Rai, tra le braccia di Pippo Baudo e in compagnia di Heather Parisi (Fantastico 5).

Non c’è solo la Brigliadori. Anche Cinzia Lenzi, miss Italia 1980, abbandonerà Fininvest nel ’90, dopo un qualche anno da miss Retequattro: «Ho preferito – dirà – dedicarmi solo alla mia famiglia». Mami anche lei, come la Golia. Al suo posto, brillerà la stella di Emanuela Folliero.

FABRIZIA «10 E LODE»
Di fronte al fascino di Berlusconi si sciolse, dapprima solo in un lungo bacio davanti al Duomo, Fabrizia Carminati, altra velina di Neanderthal. La bionda pioniera di Canale 5, spalla di Bongiorno, farà outing sul rapporto col Cavaliere soltanto nel 2007, intervistata da Libero. La storia di Fabrizia e Silvio inizia a Milano 2, durante la registrazione di un quiz di Mike, inizio anni Ottanta. Ammica lui, ammicca lei, ma è lui – separato da Carla dall’Oglio e momentaneamente single – a fare il primo passo.

La invita a cena ad Arcore, ma non succede niente. La porta in giro per Milano, e scatta il primo bacio davanti al Duomo. Quindi la passione. «Dieci e lode», ha confessato Carminati due anni fa, ma niente happy end. Lei è innamorata di Mimmo, il suo fidanzato e non lo vuole lasciare; sempre lei accompagnerà Berlusconi al Teatro Manzoni, suggerendogli di presentarsi con un mazzo di fiori nel camerino dell’attrice del Magnifico cornuto, una certa Veronica Lario.

Nel 2004, dopo essere sparita dagli schermi Fininvest, l’ex velina di Mike si è candidata alle Europee e ha varcato, a distanza di un ventennio, il cancello di Arcore. Rivedendola, Berlusconi le ha sussurrato in un orecchio: «Sei sempre una bella figa». Una scena, questa, praticamente identica al finale del vanziniano Sapore di Mare, quando Jerry Calà rivede Marina Suma dopo una vita. Ma senza Celeste nostalgia di Cocciante in sottofondo.

IL BUCO NERO DI COLOGNO
Gabriella, Angela, Eleonora, Fabrizia e le altre. Veline di Neanderthal, nate alla corte di Re Silvio e finite, quasi tutte, a fare soprattutto le mogli e le mamme. Dimenticate ma non dimenticabili. Inghiottite, chissà perché, dal misterioso buco nero di Cologno Monzese. Lo stesso che, per altri motivi, s’è divorato pure la passionaccia di Enrico Mentana e l’allegria di Mike Buongiorno. Ma questa è attualità. Non preistoria.

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Written by tommasolabate

14 marzo 2011 a 11:27

Pubblicato su Articoli, Ritratti

Una Risposta

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